I libri  

 

 

"25 LUNE"

Le poesie di Alfieri Fino conquistano subito l’animo del lettore che può in esse riconoscersi e arricchire così la propria avventura interiore.

La linea di svolgimento delle sue liriche è dettata da un gusto per la chiarezza, la freschezza, e quindi l’accurato tentativo di evitare giochi puramente sintattici o concettuali.

Se l’amore per la musica resta una delle sorgenti più ricche della sua ispirazione narrativa non è facile comunque al critico trovare l’ideale filo conduttore della sua opera. Alfieri Fino è un impulsivo.

Egli ispira le sue invettive contro chi pecca per slealtà o anche solo per volgarità d’animo costruendo per l’essere umano un’oasi di quiete e di temporanea salvezza cercando la gioia quasi infantile di un mondo pulito.

Ad ogni modo un Dio c’è, anche se irriconoscibile, anche se passivo della nostra felicità terrena.

Dunque non c’è soltanto una società che vi si rispecchia "calda calda"; c’è anche la presenza culturale, spirituale, fantastica di Alfieri Fino uomo e poeta.                               

Sara Rossi Negro

 

 

SCHERZO 

Vorrei morire per 2 giorni e mezzo

vedere chi piange al mio funerale

guardando dall’alto a chi è incapace

di stare un’ora senza fumare. 

Vorrei morire per 2 giorni e mezzo

così per sapere…

se le genti disturbano il sonno

quando camminano il lastro granito,

se lassù c’è invidia o c’è rabbia

o quel senso fastidio delle calze intrise di sabbia,

insomma lassù c’è terra o c’è spiaggia? 

Vorrei morire per 2 giorni e mezzo

sentire di quelle lodi insensate

che si fanno al “povero” proprio in quel giorno. 

Vorrei morire per 2 giorni e mezzo

veder la mia foto sul loculo eterno

sguardo un po’ spento di chi la notte fa tardi

e sotto la scritta: “che cazzo guardi”! 

Vorrei vivere per 2 vite e mezzo

per darti il mio amore

da ora, da adesso,

perché morirò per 2 vite e mezzo

quando mi lascerei come hai fatto

almeno spero

per scherzo.

 

 

 

 "Il settimo cielo"

 

Gianni vive a Monopoli, in Puglia, tra pettegolezzi, un amore finito e in cerca di un lavoro per svoltare.

Sogna di gestire un'agenzia turistica tutta sua, sogno sgretolato ogni giorno di più dalla frustrazione causata dalle promesse non mantenute dei politici, che gli fanno venir voglia di scappare dalla Puglia il prima possibile.

Questa storia disperata, dove l'ironia filtra le scene più divertenti e le più crudeli, è la storia di una generazione irrisolta, una generazione di laureati e disoccupati del sud dell'Italia incagliati nel precariato:  il precipizio dell'età adulta. 

A fare da sfondo al romanzo, provocatorio e incalzante, ci sono le bellezze naturali della regione. Un omaggio alla Puglia con i suoi posti incantevoli, ma anche con i suoi enormi limiti urbanistici e architettonici. Infatti il settimo cielo, che dà il titolo al romanzo, è un palazzo di sette piani costruito nella piazza centrale del paese: screziato nel colore, di banale architettura, rappresenta la spietata denuncia di anni in cui si costruiva deturpando il senso estetico della città, che oggi paga a caro prezzo, dal punto di vista culturale e turistico, quell'incivile mattone su mattone. 

 

 

  "Palline appetitose" 

 

 

 

In ognuno di questi racconti, divertenti e veloci, si innestano avventura, mistero e scandalo.

Cinque racconti in cui i sapori più caratteristici della cucina pugliese si fondono con la bellezza della musica.

Un' esperienza multisensoriale, "gastrofonica", dove palline sonore (note musicali) e appetitose (pettole, olive, mozzarelle, ecc.) capovolgeranno il destino dei protagonisti.